Cari amici e compagni antiproibizionisti,
Pubblicato il | 1 aprile 2012 | Non ci sono commenti
28/02/2012
I fumatori di canapa gettano i bambini nei fiumi?
Pubblicato il | 1 aprile 2012 | Non ci sono commenti
07/02/12
La mattina del 4 febbraio, mentre su Roma cadeva la neve, un padre ha prelevato suo figlio, di meno di 2 anni, da casa della nonna materna, e lo ha gettato nel Tevere gelato. Un fatto drammatico di cronaca, sul quale sono ancora in corso indagini, una tragedia talmente triste e disperata che invita al silenzio chiunque non abbia da portare elementi certi. Sulla vicenda, invece, è intervenuto il senatore del Pdl Carlo Giovanardi, che interviene ormai su tutto, e spessissimo a sproposito, dichiarando “una risposta purtroppo viene dal limaccioso mondo delle droghe”. Giovanardi ha ricordato che quel padre infatti “non soltanto era stato già arrestato in passato per spaccio di droga, ma ha dichiarato di far uso di cannabis”.
Claudia Sterzi
Perchè la memoria abbia un futuro gioverà metterci un po’ del nostro
Pubblicato il | 1 aprile 2012 | Non ci sono commenti
02/02/2012
1993: il Partito Radicale promuove, e riesce a portare al voto, 8 quesiti referendari abrogativi di altrettante leggi. Fra questi, abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti (quorum raggiunto, vincono i sì), abrogazione di norme della legge elettorale del Senato per introdurre il sistema elettorale maggioritario uninominale (quorum raggiunto, vincono i sì), abrogazione delle pene per la detenzione ad uso personale di droghe (quorum raggiunto, vincono i sì).
2012: dopo quasi venti anni, quei risultati sono stati completamente stravolti da un sistema di regime governato dai partiti che sono riusciti a: ripristinare il finanziamento pubblico cambiandogli il nome, cosicché il furto di risorse economiche a danno dei cittadini e la impossibilità di un ricambio di élites non solo non sono stati abrogati ma anzi si sono aggravati; introdurre e legittimare leggi elettorali che con la volontà espressa dai cittadini niente hanno a che vedere; riempire le carceri italiane di semplici consumatori di sostanze stupefacenti che nessun altro reato hanno commesso se non quello di avere delle propensioni al consumo diverse ma logicamente equiparabili a quelle dei consumatori di tabacco o di caffè.
Che democrazia è quella nella quale la volontà dei cittadini espressa con regolare voto referendario non conta nulla? E quale esempio di rispetto della legge e della Costituzione hanno dato i responsabili di questo tradimento? Ai cittadini italiani la sentenza.
Claudia Sterzi
DROGA: informazione scorretta, il TG1 le spara grosse
Pubblicato il | 1 aprile 2012 | Non ci sono commenti
27/01/2012
Giovanardi ci aveva abituati alle sue esternazioni confuse e contraddittorie, ma nonostante non abbia più la delega alle politiche antidroga la situazione non è migliorata. Il TG1 delle 20, ierisera, ha mandato in onda un servizio nel corso del quale in poco più di un minuto si riuscivano a collezionare diverse sciocchezze, a cominciare dal titolo “Le nuove droghe OGM”. Le nuove droghe delle quali parlava poi il servizio non sono OGM, sono composte da cannabis, di qualità spesso scadente, spruzzata con altre sostanze chimiche; trattandosi di prodotti illegali, nessuno può sapere quali sostanze, né si può perseguire l’adulterazione. Queste tecniche proliferano nei mercati illegali, incidendo sulla qualità del prodotto e sulla tutela dei consumatori. La stessa ricerca dello “sballo più forte” è conseguenza diretta del proibizionismo; come avviene per l’alcool e per il tabacco, nessuno cerca liquori a 90° o sigarette con contenuto esplosivo di nicotina, potendosene approvvigionare tranquillamente.
I consumatori intervistati sono stati scelti per dare del consumatore di canapa un’immagine negativa, mentre nella maggior parte dei casi non è così e i consumatori di canapa in Italia comprendono professionisti, impiegati, e persone che svolgono una normale vita lavorativa.
Non si sa di che cosa parli, quindi, lo psichiatra che descrive gli effetti di tali nuove droghe, né si capisce a che cosa sarebbero dovuti gli episodi psicotici citati; la canapa di per sé non produce episodi psicotici se non in percentuale minima e su soggetti già predisposti, in caso di abuso e non di uso.
Non serve ai genitori italiani entrare in un’ottica terroristica di analisi imposte ai figli ed esame dei pacchetti di sigarette; serve informazione corretta, chiara, onesta. A cominciare da alcuni semplici dati: morti in italia ogni anno per alcolismo, 20.000; morti per tabagismo, fra 70.000 e 83.000; morti per canapa, 0. E, ancora, la dose letale della cannabis è da 20000 a 40000 volte la dose normale, mentre per il caffé la dose letale è tra le 100 e le 150 volte la dose normale, per esempio, e il Valium ha una dose letale pari a 7 volte la dose normale.
Claudia Sterzi
Cronaca del presidio antiproibizionista davanti alla Prefettura di Roma il 10 dicembre 2011
Pubblicato il | 1 aprile 2012 | Non ci sono commenti
Il 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani, si ricorda la data di approvazione della Dichiarazione universale dei diritti umani, carta fondante della civiltà, così come fino ad oggi ce la siamo rappresentata, nel mondo occidentale ma non solo. I principi che guidarono la Dichiarazione venivano da lontano, e facevano parte di un universale umano che, pur nelle ripetizioni della storia, ha un percorso e un riconoscimento, sia accademico che di evidenza.
Il diritto individuale e personale ad esistere liberamente, con tutti i paletti che il diritto altrui può e deve mettere, è fra le linee della Dichiarazione, grazie alle forze liberali, e al lume della ragione; così come i diritti economici e sociali stanno ugualmente fra le linee per l’influenza di forze popolari e socialiste.
L’analisi del proibizionismo, portata avanti da svariati gruppi in tutto il mondo, fra i quali si cita il Partito Radicale per continuità e per visione transnazionale e transpartitica, e la Commissione Globale che ha recentemente rilanciato fornendo, con il suo Documento, un utile e attuale strumento, ha compreso quella della violazione dei diritti umani, sia dal punto di vista del diritto ai comportamenti individuali e personali, senza vittima, sia dal punto di vista del diritto del cittadino che deve scontare le conseguenze economiche di questo giro immenso di finanza al nero; in più, la persecuzione che in tanti paesi insiste sugli ultimi anelli di questo mercato, e si accanisce sui più deboli, sui malati, sui poveri, è di per sé una palese violazione.
Il proibizionismo è un osso duro, si manifesta in terra come un centro di potere organizzato, che muove gran parte delle finanze mondiali attraverso il traffico di armi, esseri umani e droga; una organizzazione criminale che reinveste i guadagni in corruzione degli eserciti, delle forze dell’ordine, di tutte le classi dirigenti globali, una ampia collusione tra centri di potere istituzionali e malavite organizzate, a tal punto che non si riesce spesso, e in molte zone geografiche di tutto il pianeta, a distinguere l’una dall’altra. Narcotraffico e proibizionismo sono due facce della stessa medaglia, come le cifre globali e l’evidenza dimostrano; il narcotrafficante non è solo un picciotto col ferro, nè un ispanico tatuato, è seduto nei consigli di amministrazione e nei consigli dei ministri, nelle assise internazionali altrettanto che nei vertici mafiosi.
La riunificazione dei gruppi antiproibizionisti, dal livello locale al globale, è l’unica possibile arma per spezzare questa catena viziosa; il numero delle persone coinvolte, dalla parte dei consumatori, dei coltivatori, dei farmacodipendenti, dei detenuti, dei piccoli spacciatori, è rilevante, e la configurazione in massa appare come l’unica strategia possibile, anche per tentare una conversione nonviolenta che prevenga violenti scontri sociali e disordini.
In questo percorso, verso “Vienna 2012, la fine del mondo proibizionista”, sabato mattina si sono riuniti, in pubblico, in pieno centro di Roma, a presidio simbolico della Prefettura, alcune forze politiche e movimenti che non si incontravano da molto tempo, sotto due striscioni che richiamavano uno, come il proibizionismo sia una violazione dei diritti umani, l’altro, il ricordo e il pensiero a tutti coloro che sono morti in carcere, o anche prima di arrivarci, e non di morte naturale, ma a forza di botte ad opera di squadre punitive organizzate; le parole delle striscioni non erano esattamente queste, ma non le ricordo.
Il Centro Sociale Occupato Ricomincio dal Faro ha portato un furgone sonoro ed ha iniziato la giornata con un reggae soft e molto gradevole, alle 10; c’erano più forze di polizia che presidianti, presenti il CSO, MMM, ASCIA, ARA, PIC, onorati, nel corso della mattinata, dalle visite di RI e di SEL. In altre città italiane si stavano, intanto, riunendo altri gruppi, fra i quali MLA e ALC, Comitato Verità per Aldo, a Perugia, Genova e altrove.
Quando i responsabili della sicurezza pubblica si sono resi conto che la temuta riunione si stava svolgendo, per mutua scelta, fra poche decine di persone del tutto innocue, hanno sfoltito il presidio del presidio, e le tenute antisommossa sono sparite, mentre la componente della sinistra estrema, e non vorrei offenderla, ma non si sa più come chiamarla, approfittava per passare a musiche più connotate politicamente, nelle quali si inneggiava alla ricerca casa per casa dei fascisti e dei poliziotti, generando qualche contromossa che assomigliava alle danze tribali che precedono, o esorcizzano, una battaglia. E’ però un bene che i responsabili dell’ ordine pubblico si rendano conto di che cosa le loro politiche, sulle droghe e sulla sicurezza, hanno generato, e di come abbiano ridotto il rapporto tra giovani cittadini e forze dell’ordine a una battaglia permanente, fra pressapochismo culturale e mancata formazione di ambedue; il livello di violenza e di conflitto sociale è più alto di quanto percepito da uomini politici, giornalisti, intellettuali, professori.
I gruppi antiproibizionisti, e quelli che si sono fatti responsabili di rappresentarli, esponendosi, possono trovare una via di fuga, tra violenza e sconfitta, attraverso armi nonviolente di massa, che forse hanno aspetti utopici, ma non conoscono, per ora, altra alternativa che la rinuncia alla lotta. C.S.
Morto di canapa e di carcere; un caso rappresentativo della giustizia italiana.
Pubblicato il | 12 ottobre 2011 | Non ci sono commenti
29 settembre 2011
Morto di canapa e di carcere; un caso rappresentativo della giustizia italiana.
Mercoledì, 28 settembre, si è svolta la terza udienza del processo contro un agente penitenziario accusato di omissione di soccorso e falsificazione di registro, in merito alla morte in carcere di Aldo Bianzino, arrestato per coltivazione domestica di canapa e morto nelle 48 ore dopo l’arresto. Il principale processo, per omicidio colposo a carico di ignoti, è stato archiviato alla faccia dell’evidenza.
L’ imputazione che ha portato in carcere Bianzino, come un criminale, il trattamento che ha subito, la vergognosa vicenda giudiziaria, che sfida il diritto e la democrazia, ne fanno un caso rappresentativo della realtà giudiziaria italiana. Il processo principale è stato archiviato, resta in piedi questo, prossima udienza il 18 novembre. Continua a leggere
Caso Bianzino: domani terza udienza del processo per omissione di soccorso e falsificazione di registro
Pubblicato il | 27 settembre 2011 | Non ci sono commenti
12 ottobre 2007 – Aldo Bianzino, con la compagna, Roberta, vengono arrestati perchè nel loro terreno crescono delle piante di canapa; il 13, nel primo pomeriggio, il legale lo vede e ne testimonia la buona salute. Durante la notte tra il 13 e il 14 Aldo muore, in circostanze che ancora oggi non sono state chiarite, nel carcere Capanne di Perugia, un carcere recentemente entrato nella cronaca perchè, non essendo stato inserito nel decreto ministeriale del 2001, mai aggiornato, non è risultato fra gli assegnatari di nuovo personale; per il DAP il carcere Capanne non esiste. Su questo carcere la deputata radicale Rita bernardini ha presentato una interrogazione.
Nel carcere Capanne, inesistente, muore Aldo Bianzino; il processo viene archiviato anni dopo, nonostante perizie mediche che descrivono ampiamente una morte innaturale (4 ematomi cerebrali, fegato e milza rotte, 2 costole fratturate), e nonostante la reticenza da parte della amministrazione penitenziaria a fornire tabulati completi delle telefonate di quella notte e registrazioni video integrali.
Domani, 28 settembre 2011, giunge alla terza udienza il processo a Gianluca Cantoro, agente penintenziario in servizio a Capanne, per omissione di soccorso e falsificazione di registro; i radicali, con Claudia Sterzi, saranno presenti, insieme a Rudra Bianzino, per affermare il diritto alla verità e alla giustizia, per denunciare le condizioni ripugnanti nelle quali versano le carceri italiane, per ribadire la follia di una legge, la Fini Giovanardi, che tratta come criminali cittadini colpevoli solo di aver coltivato canapa per uso domestico, tradizione italiana di lunga data, evitando così, fra l’altro, di alimentare il mercato clandestino e la criminalità organizzata.
Claudia Sterzi, Associazione radicale antiproibizionisti
Liliana Chiaramello, Radicali Perugia
TRE PUNTI DI VISTA SULLE DROGHE
Pubblicato il | 16 settembre 2011 | 1 Commento
La stampa italiana si è occupata questa settimana dei dati contenuti nel Rapporto della Agenzia ONU sulle droghe e sul crimine ( e già dal nome si capisce la linea ), un Rapporto che l’ UNODC ((United Nations Office on Drugs and Crime ) produce ogni anno, e che questo anno si è sovrapposto al Controrapporto della Commissione Globale; il fatto che quest’ ultima vedesse una forte partecipazione di ex funzionari ONU, primo tra tutti Kofi Annan, ha generato qualche equivoco, che non avrà fatto certo ridere l’ UNOCD; fra altri diretti messaggi critici, la Global Commission si esprime così: “Le istituzioni dell’ ONU per il controllo sulle droghe hanno lavorato in gran parte come difensori delle strategie tradizionali. Di fronte alla evidenza crescente del fallimento di tali politiche, sono necessarie delle riforme. C’è stato qualche incoraggiante riconoscimento da parte dell’ UNODC sulla necessità di bilanciare e modernizzare il sistema, c’è tuttavia ancora una forte resistenza istituzionale a queste idee”.
Nel World Drug Report 2011, si evidenzia come il mercato di droghe sintetiche sia in costante crescita, particolarmente in Europa, risultando secondo solo alla cannabis. Si può facilmente immaginare, dal punto di vista di chi si arrichisce con le politiche poliziesche e proibitive, quanto sia più vantaggioso il mercato delle droghe sintetiche rispetto a quelle “tradizionali” (canapa, coca, oppio, principalmente); eliminato ogni rischio per le coltivazioni che, outdoor o indoor che siano, richiedono tempi lunghi, spesso le nuove sostanze sintetiche vivono per i primi due o tre anni in modo legale, fino a che la legge non va a colmare il vuoto e le inserisce nella tabella degli stupefacenti, che infatti cresce a vista d’occhio, specie sotto gli occhi di Giovanardi, che vieterebbe anche il bagnoschiuma alla canapa. Invece che piantagioni e fazendas estese bastano piccoli laboratori sparsi vicino ai luoghi di vendita, ed ecco eliminato anche il rischio e le spese del trasporto da altri continenti; i controlli sanitari sono pari a zero, così come quelli merceologici, di tossicità, della finanza, ecc. l’unico controllo da temere è quello, definitivo, delle forze dell’ ordine. Ma, evidentemente, se si hanno le amicizie giuste il controllo non passa, tanto che il commercio di gocce, pasticche, pillole, cartoni, prospera e cresce.
Così il World Drug Report: “La cannabis è di gran lunga la droga illecita più largamente consumata … in termini di prevalenza annuale, la cannabis è seguita dagli stimolanti tipo anfetamina ( prevalentemente metanfetamina, anfetamina e ecstasy), gli oppiodi ( oppio, eroina e oppiodi farmacologici ) e la cocaina.” L’ UNODC azzarda anche un tentativo di spiegazione per questo aumento del consumo di droghe sintetiche: “Inoltre, molti nuovi composti di sintesi sono stati immessi sul mercato delle droghe illecite esistente. Molte di queste sostanze sono commercializzate come “droghe legali” … si è osservato un fenomeno simile per quel che riguarda la cannabis, vista la crescita della domanda di cannabinoidi di sintesi in alcuni paesi, venduti su Internet o nei negozi specializzati … Le misure di controllo applicate a questi composti variano considerevolmente da un paese all’ altro.”
Il differenziale di rischio tra coltivare, lavorare, distribuire cannabis e sintetizzare inodori composti sintetici di sostituzione è chiaro anche ai più sprovveduti. Il rischio è gran parte del valore aggiunto che una merce, una volta resa illegale, acquista, è quello che fa lievitare i prezzi dal grosso trafficante fino al piccolo spacciatore di strada o di compagnia.
Si è chiusa intanto ieri, 14 settembre, la “III Conferencia Latinoamericana sobre Políticas de Drogas”, a Citta’ del Messico. La location dell’ evento ha fatto sì che, più che delle droghe sintetiche, si discutesse della terribile violenza conseguente alla guerra alla droga, in questo caso, la guerra alla cocaina, una guerra a due facce, una più brutta dell’altra, da una parte il terrore e la miseria che tengono schiacciati milioni di cittadini latinoamericani, dall’ altra la crapula ipocrita dei vizi privati e delle pubbliche virtù imposte agli altri. I rappresentanti dell’ UNODC per l’ America latina hanno assicurato un cauto appoggio alla autonomia degli Stati, affinché possano utilizzare metodi alternativi di approccio, e facilitare il trattamento sanitario, e non detentivo, per i consumatori problematici. E’ stato ribadito come i programmi di scambio di siringhe diano prospettive di riduzione del 50% di infezioni di HIV entro il 2015, altro problema fortemente sentito in tutta l’America Latina.
Poi c’è l’ Italia, e quel che succede in Italia sulle droghe non è un punto di vista, è un disastro. Le carceri sono piene di poveracci extracomunitari che spacciavano bustine per disperazione, assoldati dalle malavite organizzate; di poveracci tossicodipendenti che non hanno i soldi per andare a curarsi in convento o in Svizzera, ed hanno la fantastica prospettiva di farsi l’astinenza e la disintossicazione o in carcere o in una comunità di Don Gelmini; di consumatori scambiati per spacciatori da un sistema terroristico di polizia; di malati, o sani, che si erano coltivati una pianta di canapa in salotto, reato punito con una pena da due a sei anni, secondo Giovanardi, e meno male che qualche giudice c’è, che comincia a porre dei dubbi.
Le carceri piene di disgraziati, e i palazzi pieni di politici corrotti e corruttibili, e ricattabili.
Sul tema droghe, la classe dirigente italiana, e in particolare il DPA attuale, non è riuscita a esprimere niente di buono, non è riuscita a produrre risultati valutabili in altro modo che non con dei dati taroccati, non ha saputo in nessun modo aggiornarsi e ammodernarsi nell’ottica di un miglioramento sociale.
Stupisce, anzi oggidì non ci si stupisce più di nulla, la tolleranza che lo stesso centrodestra nelle sue componenti liberali (ma come parlare di liberali riferendosi all’attuale Parlamento e, ancor più, all’ attuale Governo? fare i liberali tocca, anche questo, ai radicali) porta a questi due ridicoli Guardiani della Conservazione, Carlo Giovanardi e Giovanni Serpelloni, che nel 2011 vengono di nuovo a proporci argomenti di consistenza come l’ uguaglianza fra sostanze, la demonizzazione anche dello stesso dibattito pubblico e la logica inversa che predicano, che la decriminalizzaizone e la legalizzazione aumentino il consumo, falso dimostrato dalla storia, fino dalle guerre dell’ oppio, se non bastasse il più recente Al Capone.
Dover ringraziare Vittoria Brambilla che si è opposta con chiarezza agli atteggiamenti omofobi di Giovanardi (perchè i proibizionisti sono spesso omofobi, chissa come mai), concedendo il patrocinio ministeriale alla Fiera del turismo LGBT che si terrà a Bergamo, è un segno dei tempi.
Claudia Sterzi
Tarantini e la cocaina
Pubblicato il | 11 settembre 2011 | Non ci sono commenti
Tarantini e la cocaina (ciò di cui non si può parlare, è proprio ciò che non va taciuto).

Contadine columbiane
2009, 10 settembre, due anni fa – vengono pubblicati i verbali delle deposizioni e degli interrogatori resi nel luglio da Gianpaolo Tarantini, indagato per corruzione, favoreggiamento della prostituzione e cessione di stupefacenti, nella caserma della Guardia di Finanza di Bari.
“Prima di andare in Sardegna, io, Massimo Verdoscia e Alessandro Mannarini (anche lui iscritto nel registro degli indagati per cessione di droga, ndr ) decidemmo di acquistare un quantitativo di circa 50-70 grammi di cocaina ed un quantitativo più ridotto di MD”.
“Io tenni per me la parte più rilevante conservandola nella cassaforte della mia camera da letto”.
“Ho acquistato stupefacenti anche in passato ma da altre persone”
” Le cessioni da me operate nel tempo non sono state finalizzate a coltivare relazioni professionali ma operate al fine di tenere alto il sistema delle mie relazioni personali innanzitutto nella città di Bari”.
Dieci giorni dopo, il 20 settembre, il pm Giuseppe Scelsi ordina il suo fermo contestando all’imprenditore lo spaccio di cocaina; secondo l’accusa non ha acquistato 50-70 grammi di cocaina, ma circa 500 grammi. Continua a leggere
Grazie, Serpelloni.
Pubblicato il | 9 settembre 2011 | 2 Commenti

Giovanni Serpelloni
La migliore arma dell’antiproibizionismo italiano si chiama Serpelloni; insieme a Giovanardi, sta dando una immagine molto negativa delle politiche che sostengono e dei metodi che usano. I loro comunicati evidenziano una assoluta discrepanza fra ciò che predicano da un giorno all’altro.
Nel patetico tentativo di difendere l’indifendibile “legge” Fini-Giovanardi stanno portando alla logica attacchi continui, oggi è stata la volta di Serpelloni cimentarsi nella negazione dell’evidenza. La frase, detta, e scritta, da Vasco Rossi, “Chi sostiene il proibizionismo sostiene, di fatto, gli interessi della Mafia e della malavita” è una affermazione forte, tanto più che scaturisce dall’evidenza, quale sta sotto gli occhi di tutti, dal più potente al più povero; scritta dal popolare cantante assume un rilievo mediatico che il DPA non poteva negare. Non è facile riuscire a confutarla, ma, soprattutto, perchè confutarla? Perchè difenderle, queste mafie del mondo, attribuendo le colpe e le responsabilità del loro prosperare proprio alle loro vittime?
Serpelloni distingue tra consumatori di droghe leggere e pesanti, in questo contraddicendosi la prima volta, visto che la Fini Giovanardi ha reintrodotto l’equiparazione tra, per esempio, eroina e cannabis; e attribuisce gradi di responsabilità diverse ai consumatori, a seconda della sostanza che usano. “Chi è dipendente da cocaina o eroina” vive una situazione ben diversa, dice Serpelloni, di chi acquista cannabis “per il proprio piacere personale”; qui si contraddice perchè fino a ieri veniva propagandata la “tossicodipendenza da cannabis”, mentre ora si accenna a una bella diversità tra la dipendenza e la soddisfazione di un proprio piacere personale. Continua a leggere
La Global Commission – Non solo riduzione del danno
Pubblicato il | 7 settembre 2011 | Non ci sono commenti

Afganistan
Se si ha la pazienza di sfogliare le pagine del Rapporto della GC, ci si rende conto che le iniziative auspicate vanno ben oltre una semplice proposta di riduzione del danno. Laddove, nel documento, si parla di limitazione dei danni, la formulazione rimane sempre fortemente ambigua lasciando intendere che di danni del proibizionismo si parla, e non solo dei danni delle droghe. Cioè dei danni che le droghe producono, di per sé, certo, ma pure in relazione alle strategie di criminalizzazione, incarcerazione e operazioni di polizia che vengono perseguite, a livello mondiale, da più di 40 anni, con grande spreco di risorse e magri risultati.
La riduzione del danno è più riconducibile a quelle forze cosiddette di sinistra, europee e occidentali, che in tutti questi anni hanno ampiamente collaborato alle politiche ONU (un nome su tutti, Pino Arlacchi), lavandosi poi la coscienza con miseri programmi locali di scambio di siringhe e narcosalas, iniziative lodevoli ma che ignorano tutto quello che viene prima e dopo l’accesso del tossicodipendente alla struttura. Continua a leggere
Patetica difesa dell’ indifendibile da parte del Dipartimento Politiche Antidroga
Pubblicato il | 6 settembre 2011 | Non ci sono commenti

Il logo La foglia nel pugno
E dove Giovanardi e Serpelloni non arrivano, giunge in soccorso la professoressa ELISABETTA BERTOL. Vasco Rossi, insieme ad un movimento popolare crescente, rischiano di stravolgere tutti i fondamenti delle politiche del DPA negli ultimi anni; la Signora Tossicologa non trova di meglio che vecchi libri, correlazioni che non reggono (visto che i test rilevano l’uso anche di settimane prima, l’unica cosa dimostrata è che una certa percentuale di persone ha fatto uso di cannabis precedentemente e indipendentemente, fino a prova contraria, da incidenti di vario tipo), e ancora di nuovo il vecchio argomento-bidone, “che oltre il 95 % dei td da eroina o cocaina in trattamento hanno iniziato il loro percorso di malattia proprio con la Cannabis” … argomenti inesistenti, non scientifici, di comprovata falsità. Continua a leggere
Federico Aldrovandi, quando è lo Stato a sbagliare
Pubblicato il | 5 settembre 2011 | Non ci sono commenti

Federico Aldrovanti all'obitorio
Domenica 25 settembre 2005, ore 5: la madre di Federico Aldrovandi, anni 18, si sveglia, si chiede se il figlio sia rientrato, le sembra di udire un rumore in camera, si riaddormenta. Alle 8 si alza e si rende conto che il figlio non c’è: “Ho cominciato a chiamarlo e ad inviare messaggi. Nulla. Non era possibile che non rispondesse. Se tardava mi avvisava sempre. Diceva che lo stressavo ma non voleva farmi stare in pensiero. Mi aggrappavo all’idea che avesse solo perso il cellulare. Poi l’ha chiamato anche suo padre. Sul cellulare di Federico il padre è memorizzato col solo nome, Lino. Una voce ha risposto. Ha imperiosamente chiesto chi fosse al telefono, ed ha chiesto di descrivere Federico. Poi si è qualificato come agente di polizia, ed alle nostre domande ha risposto che avevano trovato il cellulare su una panchina dalle parti dell’ippodromo e che stavano facendo accertamenti. Ed ha riattaccato”.
A quell’ora Federico è già morto; come, ce lo spiegano la sentenza di primo grado, prima, quella di appello, poi, emessa a Bologna il 10 giugno 2011: in quattro poliziotti, tre uomini e una donna, l’hanno “bastonato di brutto per mezzora”, spaccandogli la testa, lo scroto, rompendogli addosso due manganelli, e poi, per finire, sedendogli sopra e schiacciandolo fino a spaccare il suo cuore.
Non contenti, rendendosi benissimo conto di ciò che avevano commesso, hanno finto di preoccuparsi per un ragazzo di 18 anni morto a causa loro chiamando un’ ambulanza, tenendolo ancora schiacciato quando era già morto o in fin di vita per convincere gli infermieri accorsi che c’era ancora il rischio che il ragazzo si rivoltasse essendo un “pazzo furioso”, hanno tentato di attribuirne la morte alle sostanze assunte dal ragazzo nella serata, hanno mentito su tutto, orari, modalità, svolgimento dell’azione, cercato di intimidire i testimoni, manipolato i fatti, con l’aiuto della intera Questura di Ferrara che, a dire degli stessi giudici, si è resa protagonista di “attività di falsificazione e distorsione dei dati probatori poste in essere sin dalle prime ore successive all’uccisione di Aldrovandi”. Continua a leggere
C’è chi dice no …. Vasco Rossi antiproibizionista radicale
Pubblicato il | 27 agosto 2011 | Non ci sono commenti
Essere un mito, non è una vita facile; essere Vasco Rossi, poi, l’idolo di milioni di persone, fare centomila spettatori ai concerti, essere ascoltato e ripreso ad ogni singola parola che si dice, non poter fare un passo senza essere fotografato, registrato, e magari, spesso, anche frainteso e malinteso, è un destino a doppia faccia, come tutti i destini, del resto.
Nelle ultime settimane Vasco ha abituato i suoi due milioni e quasi mezzo di fan su facebook alla somministrazione di “clippini” quasi quotidiani, piccoli video di pochi minuti dove il “mostro sacro” si mostra, nella sua quotidianità, nei piaceri e nei dolori di tutti i giorni; il giorno di ferragosto ci ha fatto vedere, schiudendo la finestra, il gruppone di fans che stazionano sotto casa sua, alzando un velo sulla privazione di privacy che vive; certo, tutti urlano che lo amano, ma metti che volesse farsi un giretto in giardino, o una passeggiata serale, come fa? Continua a leggere
Ai compagni e agli amici antiproibizionisti DEPENALIZZARE E INFORMARE/2
Pubblicato il | 21 agosto 2011 | Non ci sono commenti

InWeedWeTrust
In vista di un settembre di lotte annuncio la ripresa, da oggi 21 agosto, del mio sciopero della fame ad oltranza.
Finalmente in Italia inizia ad aprirsi un dibattito pubblico sulle politiche sulle droghe; le parole di Napolitano, depenalizzare e depenitenziarizzare, sono risuonate nel dialogo politico , e gli interventi di Vasco Rossi, con le reazioni suscitate, hanno allargato la discussione a larghi strati dell’opinione pubblica; aggiungendosi agli echi che da altri paesi rispondevano al lavoro della Global Commission.
La necessità urgente di decriminalizzare il consumo, la dipendenza, la coltivazione domestica, e il piccolo spaccio, emerge con aspetti tragici, se si considera il tributo in morti, sangue e denaro che il mondo paga ogni minuto a delle politiche che hanno evidentemente dimostrato il loro potere di far aumentare usi problematici, tossicodipendenza, criminalità organizzata, corruzione politica, violenza.
Per questo, in vista di un settembre di lotte, l’arma nonviolenta non può essere dismessa; dopo aver sospeso nei giorni 17 e 18 la mia iniziativa, perchè colpita dalle parole di Napolitano nella sua nota di ferragosto, e dopo aver riflettuto fino ad oggi, anche sulle critiche che mi sono state portate sulla sospensione, critiche che accetto ringraziando, annuncio la ripresa, da oggi 21 agosto, del mio sciopero della fame ad oltranza ( e se l’oltranza con la sospensione non va bene, il 21 agosto è il nuovo inizio
La legge Fini Giovanardi ha fatto il suo tempo, ora è il tempo di agire, verso il 2012 – la fine (del proibizionismo).
*-*-*-*-*
30 luglio 2011
DEPENALIZZARE e INFORMARE – Ora è il tempo di agire.

L'abbraccio di Marco Pannella a Giorgio Napolitano nel recente incontro al Quirinale.
L’ ascolto del recente Convegno, dal titolo “Giustizia! In nome della legge e del popolo sovrano”, promosso dal Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio del Senato della Repubblica, ha riacceso le speranze di tante persone e famiglie che vivono, in prima persona o di riflesso, il disagio e la vergogna degli istituti penitenziari italiani.
Sono risuonate di frequente le parole “depenalizzare”, “depenitenziarizzazione”, accolte come una luce in fondo al tunnel da tutta quella parte di carcerati che sono carcerati per uso personale di droga, piccolo spaccio, tossicodipendenza, coltivazione. Quattro categorie di reati che non prevedono vittime.
L’ uso personale è un reato amministrativo, che non dovrebbe comportare detenzione, nella realtà succede che sia la lunghezza delle analisi per stabilire il principio attivo contenuto, in base al quale si determina la differenza fra consumo e spaccio, sia la ottusità da parte del legislatore e delle direttive che arrivano dal DPA, portano in carcere persone, spesso molto giovani, che magari hanno fatto un acquisto un po’ più consistente per non dover scendere tutte le sere in piazza, o perchè sono incaricati da un “gruppo di acquisto” di amici, cosa evidentemente ben diversa
dallo spaccio.
Il piccolo spacciatore di frequente è un extracomunitario, clandestino e in condizioni economiche disagiate se non disperate, assoldato dalle mafie del narcotraffico per compiere il lavoro sporco e più a rischio; altra frequente eventualità, è un tossicodipendente che vende per guadagnarsi la
dose, sfruttato dalle stesse mafie del narcotraffico. Comminare le stesse pene a chi spaccia per sopravvivere e a criminali in malafede, che si arricchiscono sulla pelle degli altri, non è giustizia.
Il tossicodipendente è a tutti gli effetti un malato, e come tale va curato, non certo in galera, ma in strutture apposite, che agiscano con metodi efficaci e che rispondano ai criteri del rispetto dei diritti umani, sottoposte al controllo delle autorità, come lo sono le carceri.
La coltivazione per uso domestico attiene ai costumi privati e il fatto che, a differenza dell’uso personale, abbia rilievo penale, è un assurdo giuridico oltre che per il buonsenso. Sbattere in prigione, come accade, persone che coltivano sul proprio balcone o nel proprio orto alcune piante di canapa non è certamente giustizia.
Gli esperimenti finora condotti in alcuni paesi, di regolamentazione e legalizzazione dei mercati delle droghe illegali, hanno invariabilmente dato come risultato una diminuzione certa del consumo problematico e delle tossicodipendenze, che è l’obiettivo al quale tutti coloro che hanno caro il benessere sanitario e sociale aspirano; queste le conclusioni alle quali il rapporto della Global Commission, un organismo che ha tra i suoi membri Kofi Annan, Fernando Henrique Cardoso, Javier Solana, Mario Vargas Llosa e altri, presentato a giugno, è arrivato, basandosi sullo studio di una ricca bibliografia scientifica e sui dati dell’ ONU.
Di fronte al richiamo che da tante autorevoli voci è venuto, dalla Global Commission fino alle più recenti, espresse in Italia nel corso del Convegno, in favore di una decriminalizzazione progressiva dei reati “di droga”, è necessario dare loro forza, con iniziative di lotta nonviolenta.
Da parte mia, e nel mio piccolo, inizierò oggi, 31 luglio 2011, una iniziativa nonviolenta di sciopero della fame ad oltranza con l’obiettivo di portare fuori dal carcere consumatori, piccoli spacciatori,
tossicodipendenti e coltivatori, rivolta ai due firmatari della cosiddetta legge Fini-Giovanardi, il Presidente della Camera Gianfranco Fini, quindi, e il sottosegretario con delega alle politiche sulle droghe, Carlo Giovanardi.
Claudia Sterzi, Comitato Nazionale di Radicali Italiani
Vasco Rossi vs. DPA – 1 a 0
Pubblicato il | 15 agosto 2011 | Non ci sono commenti
Con tutti i milioni di parole inutili che vengono pubblicate ogni giorno, l’ultima cosa di cui dolersi è se un cantante famoso, come Vasco Rossi, decide autonomamente di rivelarsi ai suoi fans in una serie di post e di clippini su facebook; se proprio non lo si sopporta, basterà non leggerlo.
Ma poteva Carlo Giovanardi sfuggire questa occasione per dimostrare la sua abissale distanza dal mondo reale? No, ovviamente.
Quindi, insieme a Serpelloni, si è lanciato in una campagna di discredito dalla quale non può uscire che perdente; e tanto si deve essere innervosito che ha usato argomenti più miseri del solito; anche perchè non ne ha altri.
Serpelloni si improvvisa veggente, e negli occhi di Vasco legge “la profonda sofferenza e la grave difficoltà che fortemente trasparivano dallo sguardo e dai confusi ragionamenti”; visto che la lettura dello sguardo non è una scienza ufficiale potremmo anche noi tutti scrivere ciò che leggiamo negli occhi di Serpelloni e Giovanardi, ma vorremmo ancora restare a piede libero, e non lo scriviamo. Continua a leggere
Argomenti: Antiproibizionismo > Carlo Giovanardi > Governo Berlusconi > Proibizionismo > Vasco Rossi
La critica della Commissione Globale all’ imperialismo sulle politiche per le droghe di USA e ONU.
Pubblicato il | 12 agosto 2011 | Non ci sono commenti
Fonte: epressonline
Anche se in Italia se ne è parlato poco, in tutto il mondo il Rapporto della Global Commission ha riacceso il dibattito sulle possibili strategie da usare per combattere gli aspetti negativi della diffusione di droghe, cioè, da una parte, l’abuso e la dipendenza; dall’altra le conseguenze che le strategie proibizioniste hanno provocato, quali l’arricchimento smisurato delle criminalità organizzate di tutto il mondo e la conseguente ondata di corruzione e violenza che sta devastando paesi come il Messico, la Guinea Bissau o l’ Afghanistan.
Abbiamo visto come la Commissione Globale per le politiche sulle droghe giunga alla conclusione che è necessario intensificare la lotta ai grandi spacciatori e alle mafie internazionali concentrando su questo tutte le risorse che oggi vengono disperse nella persecuzione dei consumatori, dei piccoli spacciatori, dei tossicodipendenti; Continua a leggere
Agli amici e compagni antiproibizionisti – leggete, aderite e diffondete, grazie.
Pubblicato il | 9 agosto 2011 | Non ci sono commenti

Giorgio Napolitano e Marco Pannella
Come antiproibizionista radicale, sono dal 31 luglio impegnata in una iniziativa nonviolenta di sciopero della fame ad oltranza con l’obiettivo di portare fuori dal carcere consumatori, piccoli spacciatori, tossicodipendenti e coltivatori, rivolta ai due firmatari della cosiddetta legge Fini-Giovanardi, il Presidente della Camera Gianfranco Fini, quindi, e il sottosegretario con delega alle politiche sulle droghe, Carlo Giovanardi.
Di fronte al richiamo che da tante autorevoli voci è venuto, dalla Global Commission fino alle più recenti, espresse in Italia dal Presidente Napolitano, in favore di una decriminalizzazione progressiva dei reati “di droga”, è necessario dare loro forza, con iniziative di lotta nonviolenta. Continua a leggere
Argomenti: Carceri > Emergenza carceri > Emergenza giustizia > Giustizia > Satyagraha > Sciopero della sete > Scipero della fame
Francia, Svizzera, Georgia: si discute su strategie alternative sulle droghe. Italia non pervenuta.
Pubblicato il | 9 agosto 2011 | Non ci sono commenti

Un manifesto del CORA
Il 29 luglio il DPA, nel dare notizia della firma, a Palazzo Chigi, lo scorso 25 luglio, di un secondo protocollo di ricerca scientifica tra il DPA e il National Institute on Drug Abuse (NIDA), “che favorirà lo svolgimento di ricerche reciprocamente vantaggiose per migliorare la diagnosi, il trattamento dell’uso di droga e la dipendenza”, protocollo che segue l’ Accordo di collaborazione scientifica firmato l’ 11 luglio a Washington, aveva colto l’occasione per augurare, a tutti i lettori della newsletter di Droga News, e a tutto lo staff del DPA, buone vacanze.
“La pausa estiva inizia dunque con la costruzione dei presupposti per l’avvio, al rientro dalle vacanze, di una strategia globale, internazionale e, quindi, speriamo sempre più efficace di lotta e prevenzione della diffusione delle droghe e delle tossicodipendenze”. Continua a leggere
La Guerra alla droga non è stata e non può essere vinta.
Pubblicato il | 9 agosto 2011 | 2 Commenti
LA GUERRA ALLA DROGA NON E’ STATA, E NON PUO’, ESSERE VINTA

Papavero da oppio
Fonte: epressonline
Giugno 1971: Nixon dichiara ufficialmente “guerra alla droga” e definisce l’abuso di droga come “nemico pubblico numero 1″.
Questa vera e propria dichiarazione di guerra ha messo in moto una macchina, prima nazionale, poi mondiale, che ha macinato negli ultimi 40 anni tanti soldi, e tante vite umane, che forse non sarà mai più possibile contarli. Certo Nixon si muoveva all’interno della Convenzione Unica sugli Stupefacenti, fondata nel 1961; oggi, a distanza di 50 anni dalla Convenzione, e a 40 dalla dichiarazione di guerra di Nixon, è possibile tracciare un bilancio di tanti investimenti finanziari e di tanto dolore sociale.




